Il Santuario di Montenero – Montenero’s Sanctuary

—- english version below —-

La prima settimana di aprile è passata: Pasqua, pasquetta e una settimana corta in uffcio, bagnata dalla pioggia che da martedì raramente ha avuto pietà dell’Empolese Valdelsa, dove vivo e lavoro.
Improvvisamente però, il venerdì il cielo si rischiara, e le previsioni sono per una volta favorevoli per tutto il weekend!
Decidiamo così di andare al mare. Livorno (una delle mie città preferite al mondo) è meta obbligata, ma prima del mare facciamo una deviazione per Montenero, un paesino arroccato su una collina che guarda la città labronica e il bel mare Tirreno, famoso per il Santuario della Madonna di Montenero.
La vista spazia all’orizzonte di questa mattinata limpida, e il mare luccica tanto da costringerci a ridurre gli occhi a fessure per poter scorgere, laggiù in fondo, lo scoglio della Meloria, che fu teatro di una grossa battaglia tra Pisa e Genova alla fine del 1200, e che sancì la fine della potenza marinara pisana. Curioso vedere la Livorno di oggi come silenziosa testimone dell’antica disfatta dei “rivali”.
Ad ogni modo, parcheggiata l’auto sul viale che arriva a Montenero, camminiamo qualche metro e arriviamo nella piazza principale, quella che ospita il Santuario della Madonna omonima, protettrice di tutto il Tirreno.

Montenero
Panorama da Montenero alta – Landscape from upper Montenero

L’edificio è imponente, soprattutto nel contesto di questo piccolo borghetto.
All’esterno della piazza sono già aperti i chioschi che vendono immagini sacre, rosari, santini e madonne di plastica e di legno, ma anche peluche e braccialetti. Adesso non c’è praticamente nessuno ma si intuisce che nei giorni festivi arrivare qui – e soprattutto parcheggiare – non deve essere una passeggiata. Il luogo è meta di pellegrinaggi durante tutto l’anno, e sicuramente invece di salire in macchina conviene prendere la bella funicolare, costruita negli anni Venti del secolo scorso, che parte dalla piazza di Montenero Basso (a valle) e che in appena cinque minuti porta fino al Santuario.
Le origini del culto della Madonna delle Grazie risalgono alla metà del 1300, quando un pastore povero e storpio trovò un’immagine della Madonna (forse a Livorno?) nel giorno della Pentecoste, e gli venne in mente di portarla sul Monte Nero, il colle che fino ad allora veniva considerato luogo pericoloso e oscuro, e sicuramente covo di molti briganti che da lassù potevano vedere le navi da saccheggiare in arrivo al porto labronico.
Non sappiamo se questa storia è vera, ma sicuramente la storia della Vergine che elargiva grazie ai pellegrini attirò da quel periodo in quel luogo migliaia di fedeli. Fu costruito un primo santuario, poi via via ampliato fino all’aspetto che ha oggi.
Il santuario ha avuto come custodi diversi ordini monastici nel corso del tempo, e dal 1792 ne hanno cura i Benedettini Vallombrosiani.
La chiesa è in stile barocco, a mio parere lo stile del fervente religioso, quasi una passione, espressiva, fatta di gesti  eclatanti, oro, volute, ferite aperte, cuori offerti.
Dalla porta di entrata si accede a una sorta di vestibolo, dove già si può assaporare lo stretto contatto che questo santuario ha con il mare. La statua di marmo della dea Spes, la Speranza, ospitata in una nicchia sulla destra, ha in mano un’ancora.

Montenero, Spes
Santuario di Montenero, la statua di Spes (la speranza) – Montenero Sanctuary, the statue of Spes (hope)

Mi ricordo vagamente di essere stata qui da piccolina con i miei genitori (parliamo di quasi 40 anni fa) e certamente ho cancellato molti particolari, ma una cosa la ricordo: le centinaia di ex-voto che altrettanti scampati ad ogni genere di pericolo hanno deciso di donare alla Madonna di Montenero Per Grazia Ricevuta. E mi ricordavo bene. A bocca aperta percorro sala dopo sala, e riesco a leggere solo alcune delle storie descritte sui cuori di metallo, nei quadri e nei disegni incorniciati: tentati omicidi, cadute da cavallo, malattie mortali, bambini che precipitano da terrazzi e scale,ragazze investite, ragazzi accoltellati, signore che avevano date per spacciate, e poi marinai… centinaia di naufragi… Tutti salvi, tutti vivi, tutti destinatari della grazie e della misericordia della Madonna di Montenero.

Montenero, interni
Interno del Santuario di Montenero – Sanctuary, interior

Le testimonianze sono talmente numerose che da settanta anni la Madonna di Montenero è la protettrice non solo del Mare Tirreno ma della Toscana intera, e si dice che dametà 1600 anche le navi straniere che entravano nel porto sparassero a salve per salutare la Vergine.
A testimoniare la devozione della Toscana per la sua protettrice nel Santuario c’è la Galleria dei Comuni, un lungo corridoio costellato da gonfaloni e stemmi comunali dipinti su ceramica o su tavola, incisi su pietra, costruiti a mosaico, in tutto 202. Ho cercato campanilisticamente Empoli, l’ho trovato.
Il percorso continua attraverso la Cappella, dove diverse persone pregavano intensamente e dove mi sono sentita quasi di troppo, e il piccolo chiostro che collega la farmacia/erboristeria e la libreria con i ricordi e gli oggetti sacri.

Montenero, la galleria dei comuni
La galleria dei Comuni – Commons’ gallery

Alla fine della visita usciamo in pieno sole nella piazzetta.
È stata una bella esperienza. Non dico mistica, non sono credente o praticante, ma piena di energia e di speranza. Una fiducia che si legge nelle testimonianze di chi ha creduto che un miracolo potesse succedere nonostante tutto, la gratitudine di chi ha avuto ragione e ad affidarsi a una forza superiore.

Note tecniche:
1 – ho letto che nei dintorni del Santuario ci sono anche delle belle grotte attrezzate per essere visitate. Non l’ho fatto per mia suprema ignoranza, mi rifarò al più presto.
2 – Il biglietto per la funicolare si acquista esclusivamente a Montenero Basso, costa un euro e venti e la cabina parte all’incirca ogni 10/15 minuti.
3 – Nella piazza del Santuario c’è un bar storico che ha più di 120 anni, consiglio di prendere anche solo un caffè perché merita una visita. Il budino di riso artigianale che si può acquistare lì non è male per niente.
4 – per altre info, questo il sito ufficiale del Santuario

 

——————- ENGLISH VERSION —————————

The first week of April has passed: Easter, Easter Monday and a short week in the office, the rain that has rarely had mercy of this area of Tuscany, where I live and work.
Suddenly, however, on Friday the sky is clear, and the forecasts are favorable for the whole weekend!
So we decide to go to the beach. Livorno (one of my favorite cities in the world) is a must, but before the sea we made a detour to Montenero, a village perched on a hill overlooking the city and the beautiful Tyrrhenian sea, famous for the Sanctuary of the Madonna di Montenero (the Holy Virgin of the Black Mountain)
The view sweeps on the horizon of this clear morning, and the sea shines so much to force us to narrow our eyes to see, down below, the rock of Meloria, which was the scene of a big battle between Pisa and Genoa at the end of 1200, and that sanctioned the end of the Pisan sea power. Curious to see today’s Livorno as a silent witness to the ancient defeat of the “rivals”.
However, parked the car on the avenue that arrives at Montenero, we walk a few meters and arrive in the main square, the one that houses the Sanctuary of the Madonna of the same name, protector of the entire Tyrrhenian Sea.
The building is impressive, especially in the context of this small hamlet.
Outside the square there are already open kiosks selling sacred images, rosaries and Virgin Marys made of plastic and wood, but also soft toys and bracelets. Now there is hardly anyone but it is clear that on holidays, getting here – and especially parking – should not be a walk. The place is a destination for pilgrimages throughout the year, and certainly instead of getting into the car you should take the beautiful funicular, built in the twenties of the last century, which starts from the square of Montenero Basso (downstream) and in just five minutes leads to the Sanctuary.

Madonna di Montenero
Madonna di Montenero –  Our Lady of Montenero

The origins of the Madonna delle Grazie cult date back to the mid-1300s, when a poor and crippled shepherd found an image of the Madonna (perhaps in Livorno?) On the day of Pentecost, and it occurred to him to bring it to Monte Nero, the hill. which until then was considered a dangerous and obscure place, and certainly a den for many robbers who could see the ships to be sacked arriving at the labronic port from up there.
We do not know if this story is true, but surely the story of the Virgin who gave thanks to the pilgrims attracted thousands of faithful from that period. A first sanctuary was built, then gradually expanded to the aspect it has today.
The sanctuary has had several monastic orders as guardians over the course of time, and since 1792 the Vallombrosiani Benedictines have cared for it.
The church is in Baroque style, in my opinion the style of the fervent religious, almost a passion, expressive, made of striking gestures, gold, scrolls, open wounds, offered hearts.
The entrance door leads to a sort of vestibule, where you can already taste the close contact that this sanctuary has with the sea: the marble statue of the goddess Spes, Hope, housed in a niche on the right, has an anchor in her hand.

Ex voto, Montenero
Ex voto, Montenero

I vaguely remember being here as a child with my parents (we talk about almost 40 years ago) and certainly I have deleted many details, but one thing I remember: the hundreds of ex-voto (wovs)that so many escaped to all kinds of danger have decided to give to Our Lady of Montenero. And I remembered well. I am walking through the hall after room, and I can read only some of the stories described on metal hearts, framed paintings and drawings: attempted murders, horse falls, deadly diseases, children who fall from terraces and stairs, girls run over, boys stabbed, ladies who had dates for drugs, and then sailors… hundreds of shipwrecks … All safe, all alive, all recipients of the favours and mercy of Our Lady of Montenero.
The testimonies are so numerous that since seventy years the Madonna di Montenero has been the patron not only of the Tyrrhenian Sea but of the whole of Tuscany, and it is said that even the foreign ships entering the port were firing to salute the Virgin.

Ex voto, Montenero
Ex voto, Montenero

To testify the devotion of Tuscany for its protector in the Sanctuary there is the Gallery of Commons, a long corridor dotted with municipal gonfalons and crests painted on ceramics or on table, carved on stone, built in mosaic, all in all 202. I tried to find my town’s one, Empoli, and I found it.
The path continues through the Chapel, where several people prayed intensely (where I felt almost an intruder), the small cloister that connects the pharmacy / herbalist and the library with memories and sacred objects.
At the end of the visit we exit the church to find ourselves in full sun in the square.
It was a nice experience. I would not say mystic, I am not a believer or a practitioner, but full of energy and hope. A trust that is read in the testimonies of those who believed that a miracle could happen despite everything, the gratitude of those who were right and were wise enough to rely on a superior force.

Technical notes:
1 – I read that in the surroundings of the Sanctuary there are also beautiful caves equipped to be visited. I did not do it for my supreme ignorance, I will refer to it as soon as possible.
2 – The ticket for the funicular is purchased exclusively at Montenero Basso, costs one euro and twenty and the cabin leaves approximately every 10/15 minutes.
3 – In the square of the Sanctuary there is a historic bar that is more than 120 years old, I recommend to take even a coffee because it is worth a visit. The artisanal rice pudding that you can buy there is not bad at all.
4 – for other info, this is the official website of the Sanctuary

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