Livorno, città ganza parecchio 01 – Leghorn, very cool city 01

— eglish version below  —–

Cartello - sign
Il cartello della Venezia – Sign of the New Venice quarter

Livorno è un altro di quei posti che adoro. Sarà perché ho scoperto di essere stata concepita da quelle parti, o per la sua aria scanzonata, o per la presenza del mare… e da oggi anche per la sua storia che ahimé, da ignorantona, ignoravo appunto.
L’occasione per conoscere qualcosa in più me l’ha data una gita in battello tra i canali.
Sono andata con la mia piccoletta, le ho fatto fare un’uscita anticipata da scuola ma ne valeva la pena, considerato anche che al porto era attraccata la favolosa Amerigo Vespucci, veliero scuola per gli ufficiali di marina. È davvero raro trovarla a Livorno perché è sempre in giro per il mondo… così non ci siamo fatte sfuggire l’occasione.
La nostra gita in battello era prevista per le 15, ed ovviamente eravamo in ritardo.  E come il Bianconiglio, vedendo le uscite della superstrada che si susseguivano in direzione Ovest mi ripetevo “Com’è tardi! Com’è tardi!”… All’ultimo secondo siamo riuscite a trovare un parcheggio vicino Piazza Grande, perché i tour partono dall’ufficio turistico lì vicino, e abbiamo seguito a piedi la guida che ci ha portato agli Scali Finocchietti, nella Livorno vecchia, dove siamo saliti sul battellino rosso cremisi.
Eravamo le uniche italiane tra tedeschi e francesi, in tutto una ventina di persone. La guida, livornese dai riccioli biondi, piuttosto silenziosa fino ad allora, alla partenza comincia subito a mostrare i denti, per così dire. Ci accompagna con le sue spiegazioni partendo dal quartiere della Venezia, per terminare dopo quasi un’ora al punto di partenza navigando attraverso i Fossi Medicei, e ci illumina sulla storia della città.

Livorno è una città davvero particolare, come lo è la sua storia. È la città multiculturale per eccellenza, e gli echi di questa attitudine sono vivi tutt’oggi. La gente che abita qui, che ne ha assorbito l’essenza, è una razza a parte rispetto il resto della Toscana. Un po’ fricchettoni, li chiamo. Aperti, sarcastici, non eccessivamente amanti delle regole, piuttosto liberi di testa. Mi piace dire che Livorno è la California d’Italia, per quel carattere “Dai, rilàssati” che vige qui.
Ma perché tutto questo? Tornando indietro di almeno 5 secoli si trova una delle risposte plausibili.
Prima di tutto mi preme dire che verso il 1100 la nostra vecchia conoscenza Contessa Matilde di Canossa mise il suo regale zampino per intrecciare la storia di Livorno a quella di Pisa, donando il vecchio centro fortificato dell’XI secolo all’Opera del Duomo di Pisa. Ecco, dopo questa premessa doverosa si può andare avanti nella storia.
Livorno, modesto villaggio di pescatori sotto l’ala di Pisa prima e di Genova poi, nel 1421 fu letteralmente venduto dai genovesi ai fiorentini, dopo che i gigliati ebbero messo in ginocchio e conquistato la vecchia nemica, Pisa. Un centinaio di anni dopo Ferdinando I de’ Medici, soffrendo la mancanza di un porto sul mare per Firenze e il Granducato perché nel frattempo il Porto Pisano si era insabbiato, decise di fare due più due e di promuovere Livorno a Porto granducale. La sua fu una decisione sistematica: avrebbe reso Livorno una vera e propria città fortificata, con l’aiuto di architetti sopraffini come Bernardo Buontalenti, che disegnò e progettò la Fortezza Nuova (chiamata così per distinguerla dalla Fortezza Vecchia preesistente, opera di Giuliano da Sangallo) a forma di stella, detta anche Pentagono Buontalentiano, con i bastioni ad ogni vertice e un sistema di fossi che la isolava dall’esterno (soprattutto dai pirati e dai saraceni)  ma contemporaneamente all’esterno la collegasse.

Il nostro battello ormeggiato agli Scali Finocchietti – Our boat ready for the tour

Il nostro battellino circumnaviga prima la Fortezza Vecchia, poi la Fortezza nuova, mentre la guida continua il racconto sulla crescita di Livorno da villaggio a città e svela in parte la ragione della multiculturalità e del carattere aperto dei livornesi.
Alla fine del ‘500 la città era pronta per richiamare abitanti, e cosa meglio di un’amnistia poteva riuscirci?
Il furbo Ferdinando I, Granduca di Toscana, ebbe la geniale idea di promulgare le Leggi Livornine, che invitavano mercanti di ogni provenienza a stabilirsi qui. In cambio, c’era la cancellazione di tutti i debiti e di tutte le condanne penali, anche se con alcune eccezioni: l’omicidio e la falsificazione di denaro.
Possiamo solo immaginare a quanti questa possibilità fece gola, in primis a tutti i mercanti ebrei sefarditi che furono espulsi dalla Spagna e dal Portogallo a causa dell’Inquisizione spagnola…
Arrivarono in massa a Livorno, ci si stabilirono e iniziarono le loro compravendite, e Ferdinando diede loro un vero e proprio quartiere, non un ghetto, con tanto di cimitero e luoghi di culto.

Battello Livorno
Si parte! – Here we go!

Seguirono mercanti da ogni parte d’Europa e Medioriente, diremmo oggi: olandesi, tedeschi, greci, spagnoli, levantini, persiani, ed ogni società portava le proprie tradizioni religiose, storiche, culturali, culinarie e linguistiche.
In poco tempo la città acquisì talmente tanti mercanti che si pensò di costruire all’esterno della Fortezza Nuova un quartiere per loro. La manodopera fu affidata a maestranze esperte; il quartiere della Venezia Nuova  fu costruito da operai veneziani, che riprodussero per il neonato quartiere le stesse tipologie di costruzioni della Serenissima, con fondamenta subacquee e accessi alle cantine e ai magazzini sia direttamente dall’acqua che tramite sdruccioli dal piano strada chiamati “scalandroni”. Si scavò anche un canale che da Livorno arrivava direttamente a Pisa, i Navicelli, che permetteva un trasporto delle merci molto più agevole.
Ne vediamo diversi, di scalandroni, via via che ci inoltriamo nei fossi e nella Venezia Nuova, e altrettanti palazzi mercantili, sedi di antiche aziende. Vediamo anche la chiesa chiamata degli Olandesi, una delle tante dedicate a culti che non fossero quello cattolico. Precedentemente alla costruzione di templi e chiese, gli stranieri residenti a Livorno andavano a pregare alla Chiesa della Madonna, tuttora in funzione nella zona pedonale.
Con il battellino e con la guida si fanno delle vere e proprie scoperte: non è la stessa cosa vedere una città dal piano strada o arrivarci dall’acqua. Si conosce tutto un altro mondo. E nel prossimo post, seguendo la seconda parte della gita, scopriremo la parte della città più recente e anche la bella Vespucci, che abbiamo visitato all’interno. Un’emozione davvero forte!
Se avete voglia di fare questa bella gita cliccare qui

Livorno by boat
Il quartiere della Venezia Nuova – New Venice quarter

—— ENGLISH VERSION ————–

Livorno is another of those places where my heart resides. Many possible reasons: I have discovered that I was conceived around here, because of its special character, because of the sea … and from now on for its history also, which I did not really know nothing about (my bad). I had the opportunity to learn something more by a boat trip between the canals.
I went with my little princess, I did make an early departure from school but it was worth it, considering also that Livorno port hosted the fabulous Amerigo Vespucci sail ship, a school for navy officers. It’s really rare to find it in Livorno because it’s always around the world… so we decided we woudn’t miss the opportunity.
Our boat trip was scheduled for 3pm, and of course we were late. And like the famous white rabbit, trying to get through the freeway I was like: “How late is it! It is sooo late! “… In the last second we managed to find a parking lot near Piazza Grande, because the tours departed from the nearby tourist office, then we followed the guide that led us to the Scali Finocchietti, in the old merchant quarter, where we climbed on the crimson little boat. We were the only Italians between Germans and French, all over a dozen people. The guide, a blond curled girl, quite silent until then, as the boat started to sail, immediately beginned to “show the teeth”, so to speak.
She accompanied us with her explanations from the neighborhood of Venezia Nuova and back, navigating through the Fossi Medicei, and enlightening us on the history of the city.

Livorno by boat
Passando sotto la città – sailing under the city

Livorno is a very special city, as is its history. It is the multicultural city par excellence, and the echoes of this attitude are still alive today. People who live here, absorbing the essence, are a breed apart from the rest of Tuscany. A little freaks, I call them. Open, sarcastic, not overly loving rules, quite open minded. I like to say that Livorno is the California of Italy, for that “Hey dude, relax” character of them.But why so? Let’s go back at least 5 centuries and we could find one of the plausible answers. First of all, I would like to point out that by 1100 our old acquaintance Countess Matilde of Canossa put his royal knot to intertwine the history of Livorno and that of Pisa, giving the old fortified center to the Opera of the Duomo of Pisa. Here, after this necessary premise one can go on in the story.Livorno, a small fishing village under the wing of Pisa before and then Genoa, was sold in 1421 by the Genoese to Florentines, after the genoans conquered the old enemy, Pisa.A hundred years after Ferdinando I de’ Medici, suffering from the lack of a port on the sea for Florence and the Grand Duchy (in the meantime Porto Pisano had wobbled), decided to do one smart move, promoting Livorno (Leghorn) to Royal port.Its was a systematic decision: it would have made Livorno a fortified city, with the help of exceptional architects such as Bernardo Buontalenti, who designed the Fortezza Nuova (New fortress, so called to distinguish it from the pre-existing Old Fortress, by Giuliano da Sangallo ), also called the Buontalentian Pentagon, with ramparts at every vertex and a ditch/canal system that isolated the city from the outside – especially from the pirates and the Saracens – and at the same time would connect it to the outside.

Livorno by boat
Passando sotto la città – sailing under the city

Our itinerary circumnavigates the Old Fortress, then the new Fortress, while the guide continues the story of Leghorn’s growth from village to town and partly reveals the reason for multiculturalism and the open character of the inhabitants.At the end of the fifteenth century, the city was ready to call for inhabitants, and what would it be better than an amnesty?Ferdinand I, Grand Duke of Tuscany, had the brilliant idea of ​​promulgating the Leggi Livronine (Leghorn Laws), which invited traders and merchants from all over the world to settle in the city. In return, there was the cancellation of all debts and all criminal convictions for all of them, albeit with some exceptions: murder and falsification of money.We can only imagine how much this possibility was a real bait, primarily to all Sephardic Jewish merchants who were expelled from Spain and Portugal because of the Spanish Inquisition…They got in Livorno, settled down and started trading, and Ferdinand built them a real neighborhood, not a ghetto, with lots of cemeteries and places of worship.More traders from all over Europe and the Middle East followed: Dutch, Germans, Greeks, Spaniards, Levantines, Persians, and every society carried their religious, historical, cultural, culinary and linguistic traditions.
In a short time, the city gained so many merchants and a new neighborhood outside the New Fortress was needed. The Venezia Nuova district was built by Venetian workers who reproduced Venetian types of buildings for the newborn neighborhood, with underwater foundations and access to the cellars and warehouses either directly by the water or by slips from the street floor called “scalandroni”.
A canal was also excavated from Livorno directly to Pisa, called Navicelli Canal, which allowed a much easier transport of goods.

Livorno by boat
La chiesa degli Olandesi – Dutches’ church

We could see see several scalandroni as we sail through New Venice quarter and many merchant palaces. We also see the Dutch Church, one of many dedicated to cults that were not Catholic. Prior to the construction of temples and churches, foreigners living in Livorno went to pray to the Church of Our Lady, still in operation in the pedestrian zone.
I was really happy to be able to visit the city this way. It is not the same thing to see it  from the road level.  Another point of view can be discovered this way.
And in the next post,  following the second part of the tour, we will discover the part of the newest town and also the beautiful Vespucci sailing ship, which we visited inside. A really strong emotion!
If you feel like making the same boat trip as mine, click here

 

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