La Rocchetta Mattei, magia e simbolismo sull’Appennino – Magic and symbolism between Tuscany and Emilia

—– English text in italic below each italian paragraph —–

Sono approdata alla Rocchetta una domenica di fine agosto, nell’ambito del progetto Lagolandia , festival di sei giornate alla scoperta dei bacini del territorio in provincia di Bologna. Evento molto ben organizzato, grazie a Articolture che ha progettato una serie di percorsi davvero particolari, uno tra i quali quello alla Rocchetta.
Conoscevo il castello da alcune foto viste di sfuggita sui social, sono subito rimasta incantata.
Quando l’ho visto sbucare da una curva è stato stupore: non me lo aspettavo così grande, così vicino, così maestoso.
Era una giornata molto calda, e nell’afa di mezzogiorno la sagoma della Rocchetta sembrava quasi un miraggio. Ma no, era lì, e per volere divino la guida designata (un ingegnere, che avrebbe condotto la visita parlandoci del castello dal punto di vista architettonico) non era presente, ed è stata subito sostituita – una fortuna sfacciata – da Claudio Carelli, presidente dell’Archivio Museo Cesare Mattei, che conosce ogni pietra, ogni mattone, ogni lastra di legno della Rocchetta. E ciliegina sulla torta, ci ha illustrato il monumento sotto la sua luce esoterica, cosa che personalmente ho adorato.

Rocchetta Mattei
La Rocchetta Mattei vista da lontano – Rocchetta Mattei from far

I went to Rocchetta on a Sunday in late August, in the framework of the Lagolandia project, a six-day festival of discovery of the basins in the province of Bologna. A very well organized event, thanks to the agency Articulture who has designed a series of truly interesting routes, one of which is the Rocchetta’s.
I knew the castle from some pictures on Facebook and Instagram, and I was instantly enchanted.
When the Roccchetta appeared, right out of a turn, it was a surprise: I did not expect it to be so great, so close, so majestic. It was a very hot day, and in the midday sun, the Rocchetta silhouette seemed almost a mirage. But no, it was there, and a divine sign stroke: the designated guide (an engineer, who would conduct the castle’s visit from an architectural point of view) was not present, and was luckily replaced by Claudio Carelli, president of the Museo Archivio Cesare Mattei, who knows every stone, every brick, every wooden slab of the Rocchetta. And cherry on the cake, he showed us the monument under his esoteric light, which I personally adored.

Claudio
Claudio Carelli, la nostra guida, autore di un bellissimo volume sulla Rocchetta – Claudio Carelli, our guide and author of a great book about the Rocchetta Mattei

Siamo a metà ‘800. Cesare Mattei, diventato Conte dopo una manovra politica fortunatissima con lo Stato Pontificio a danno degli Austriaci, già borghese e ricco anche se proveniente da una famiglia contadina sale ben presto agli onori della vita politica, divenendo addirittura il cameriere personale dell’allora Papa, Pio IX. Si racconta che passato di fronte al luogo dove sarebbe sorta la sua eclettica casa, abbia avuto una folgorazione. Da considerare anche che quello era il luogo dove la contessa Matilde di Canossa (esperta di esoterismo) aveva edificato qualche secolo un proprio castello… un luogo magico, di fronte al Montovolo, venerato fin dall’era etrusca, e alla confluenza tra due fiumi, in tutte le culture luogo magico per eccellenza.
Quello doveva essere “il” luogo, e il Conte si affrettò a comprare il terreno per poi costruire il luogo di produzione dei suoi particolari medicinali, che lui stesso chiamò “elettromeopatici”, ancora oggi utilizzati in diverse parti del mondo, ad esempio in India, con ottimi risultati.
La visita della Rocchetta comincia con il varcare l’arco d’ingresso e salendo la gradinata di arenaria che ci si para davanti.
Subito saltano all’occhio (grazie all’egregia spiegazione di Claudio) una serie di simboli, e dovremo farci l’abitudine, perché la Rocchetta ne è piena. La premessa è stata: “Vedere oltre gli occhi, sentire oltre le orecchie”. Ed è tutto un programma.

Mid XIX century. Cesare Mattei, who became Count after a political fortunate act in favour of the Papal State, already bourgeois and rich even though coming from a peasant family, soon rises to the honors of political life, becoming even the personal servant of then Pope Pius IX.
It is said that in front of the place where his eclectic home would have arisen, he had a blast. Considering also that this was the place where Countess Matilde of Canossa (an expert of esotericism) had built a castle a few centuries back… a magical place in front of mount Montovolo, venerated since the Etruscan era, and at the confluence between two rivers, considered a magical place quite in all cultures.
That was supposed to be “the place”, and Count hastened to buy the land and then build the site to produce his own medicinal products, which he himself called “electromeopaths”, still used today in different parts of the world, for example in India, with excellent results.
Rocchetta’s visit begins with the entrance archway and climbing the sandstone staircase to the front.
A series of symbols immediately jump to the eye (thanks to the exquisite explanation of Claudio), and we will have to get used to it, because Rocchetta is full of those signs. The premise was: “See beyond your eyes, hear beyond your ears.” And that’s all.

La porta di ingresso alla Rocchetta
La porta d’ingresso, piena di significati simbolici – The entrance door, filled with symbolic meanings

Sulla scalinata ci accoglie tra gli altri un ippogrifo, cavalcatura da Mago, l’unico che possa mettere insieme due specie così diverse come i volatili e la razza equina per farne il proprio mezzo di trasporto.  Alzando gli occhi vediamo una terribile arpia con il mondo tra le mani, simbolo della medicina allopatica che non è autorizzata a varcare la soglia del castello. Il numero undici compare più e più volte, non solo il giorno di nascita di Cesare, ma – inevitabilmente – numero degli illuminati.
Alla fine della scalinata, attraverso una porta davvero particolare, c’è la vera e propria entrata nel cortile, non prima di essere passati sotto un arco sorretto da due creature: una benevola e una in forma di demone. L’equilibrio tra il bene e il male.
L’equilibrio sembra essere il leit motif di tutto questo luogo. Equilibrio tra bene e male. Tra mente e corpo. Tra ispirazione e ragione. Tra cielo e terra.
Ogni stanza è profondamente diversa dalle altre, ma un po’ tutto riporta al sincretismo religioso sperato dal Mattei: dio è uno, dio non ha un nome, è ovunque e non sta sopra di noi, permea tutto. Da qui una serie di simboli cristiani, ebraici, musulmani, uno vicino all’altro.
Ogni pietra della Rocchetta, almeno di quella restaurata e visitabile, è permeata di significati.
Dobbiamo davvero guardare oltre gli occhi, ma soprattutto avere un codice, per capire, o solo cominciare di pensare a farlo.
Niente è ciò che sembra, qui. Occorre vedere tutto andando oltre ai limiti dei nostri sensi, e persino della nostra comprensione immediata.

On the stairs a hippogriff can be seen, horse of the sourcerer, the only one that can put together two species of such as birds and equine breeds to make their own means of transport. Lifting our eyes we see a terrible creature with the world in his hands, a symbol of allopathic medicine that is not allowed to cross the threshold of the castle. The number eleven appears over and over again, not just on the day of Caesar’s birth, but – inevitably – the number of illuminated beings.
At the end of the stairway, through a very special door, there is the real entry into the courtyard, after passing under an arch supported by two creatures: a benevolent and a demon-like one. The balance between good and evil.
Balance seems to be the leit-motif of this place. Balance between good and bad. Between mind and body. Between inspiration and reason. Between heaven and earth.
Every room is deeply different from the others, but a little bit of everything comes back to the religious syncretism hoped for by Mr Mattei: God is one, God does not have a name, he is everywhere and is not above us, pervades everything. Hence a series of Christian, Jewish, Muslim symbols, one close to each other.
Every Rocchetta’s stone is permeated with meanings.
We really have to look beyond our sight, but above all we need a code to understand, or just start thinking about doing so.
Nothing is what it seems, here. We need to see everything without the limits of our senses.

Rocchetta Mattei
Scorcio del Palazzo dal cortile principale – Wiew of the palace from the main yard

Alla fine di un’altra scalinata che ricorda nientemeno che il Tempio di Salomone, entriamo nella sala che replica la Cattedrale di Cordoba (una volta Moschea… sarà un caso?): un tripudio di trompe l’oeil sul soffitto che sembrano stucchi in rilievo, archi bicolori di legno e gesso che si incrociano, santi dipinti a guisa di mosaico tutti intorno al centro della sala, che fungeva da cappella cristiana. È la sala più spettacolare, almeno della parte restaurata e visitabile. E poi rose a cinque petali, ancora un richiamo all’esoterismo; pigne, simbolo della ghiandola pineale o dell’illuminazione, la mano di Fatima, che richiama alla protezione… Una colonna della sala è addirittura segnata con alcune onde: vari sensitivi si sono avvicendati nelle visite, e tutti sono d’accordo che in quel preciso punto c’è un’energia speciale, forte, decisamente sopra la media. Molto sopra la media. L’altare è stato distrutto, la statuetta della Madonna trafugata…
Durante la Seconda Guerra Mondiale la Rocchetta fu utilizzata dai Nazisti come quartier generale sulla Linea Gotica, ma anche dopo gli anni ’40 la struttura, rimasta senza proprietario, fu vandalizzata e depredata da mobili, oggetti preziosi, suppellettili.
Immagino il dispiacere per chi ha cercato da subito di proteggerla e si è davvero dato da fare, come Claudio e la sua associazione… ma alla fine ce l’hanno fatta: la fondazione CaRisBo ha accettato di prendersi cura della Rocchetta, ma di strada ce n’è tanta da fare, e serve almeno una decina di milioni di euro per sistemarne un’altra parte.
Sopra la cappella c’è il sarcofago di Cesare Mattei. Suo figlio adottivo ha rischiato molto ma è riuscito a seppellirlo a casa sua, nel sarcofago decorato e dipinto esattamente come da progetto di Cesare; anzi: il catafalco è arrivato alla Rocchetta quando il Conte erano ancora in vita!
Anche qui il simbolismo si spreca, e la scoperta val bene una visita, che consiglio vivamente.

At the end of another staircase that reminds nothing less than the Temple of Solomon, we enter the room that replicates the Cathedral of Cordoba (once a Mosque… chance?) A triumph of trompe l’oeil on the ceiling that look like base-reliefs stucco, dozenns of two-colored arches made of wood and chalk crossing each other, saints painted like mosaic all around the center of the room, which served as a Christian chapel. It is the most spectacular room, at least of the restored part. And then five-petal roses, still a reference to esotericism; Pine cones, a symbol of the pineal gland or the illumination, the hand of Fatima, which recalls protection…  A column of the hall is even marked with some waves: several sensitives have gone through the castle, and everyone agrees that in that precise point there is a special energy, strong, definitely above the average. Much above the average.
The altar has been destroyed, and a Virgin Mary statue was stolen.
During the Second World War the Rocchetta was used by the Nazis as a headquarters on the Gothic Line, but even after the 1940s the structure, which remained without owner, was vandalized and plundered by furniture, precious objects and furnishings.
I imagine the grief for those who have tried to protect it and have really done so, like Claudio and his crew…  In the end they had some luck: the CaRisBo Foundation has agreed to take care of the Rocchetta, but there’s still so much to do, and it serves at least ten million euros to settle for more.
Above the chapel there is the sarcophagus of Cesare Mattei. His adopted son risked a lot but managed to bury him at his home, in the sarcophagus decorated and painted exactly as by Caesar’s design; Indeed: the object came to Rocchetta when the Count was still alive!
Here too the symbolism is wide, and the discovery is well worth a visit, which I strongly recommend.

Rocchetta Mattei
La Cappella, che ricorda la Cattedrale di Cordoba – The Chapel, in guise of Cordoba’s chatedral

Cambiando discorso e andando avanti, si arriva al suggestivo Cortile dei Leoni: ricorda molto l’Alhambra, un cortile con un colonnato, aperto in alto. Una fontana con quattro leoni si trova al centro dell’ambiente, e una parete è rivestita di piastrelle decorate e colorate fatte portare direttamente da Siviglia, la copia di quelle che si trovano a Granada. Tranne per un motivo che ricorre: una stella a otto punte.
Nella cornice c’è una scritta in arabo, e anche questa custodisce un segreto…
La passeggiata sembra sempre di più una gita nel paese delle meraviglie.
Nella Sala dei Novanta, terminata dall’erede, c’è un rosone con il ritratto di Cesare che si illumina al passaggio del sole durante la giornata.
La Dispensa Farmaceutica è una stanza di forma pentagonale, simbolo di difesa e protezione (si pensi al Pentagono come sede del Ministero della Difesa in Usa)

Rocchetta Mattei
Piramidi rovesciate sul soffitto dello Studio Medico – Upside down pyramids in the Medical Studio

Lo Studio Medico, dove Cesare Mattei riceveva i pazienti, ha il soffitto formato da piccole piramidi rovesciate di cartapesta… perché? Si dice che siano collegate all’Egitto e al mistero delle piramidi come attrattori energetici, ma anche al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, la cui superficie esterna è costellata di diamanti di pietra. La leggenda dice che il Duca di Ferrara fece nascondere un diamante in una delle piccole piramidi per poi tagliare mani e lingua al capomastro perché non lo rubasse e non rivelasse il nascondiglio…
E, in parallelo, ci accorgiamo che l’enigma del Mattei è sempre irrisolto: dove ha nascosto il segreto delle sue preparazioni?
Non è stato dato il permesso, fortunatamente, di sventrare questa stanza alla ricerca delle formule, così il romantico quesito resiste, e noi rimaniamo qui a sospirare contemplando la Rocchetta in tutta la sua bellezza, e in tutto il suo mistero.

Rocchetta Mattei
Cortile dei Leoni, la fontana – Lions Courtyard, the fountain

Changing the subject and going forward, we come to the suggestive Courtyard of the Lions, very similar the Alhambra, a courtyard with a colonnade. A fountain with four lions lies in the center of the environment, and a wall is covered with decorated and colored tiles brought directly from Seville, a copy of the ones found in Granada. Except for one reason: an eight-pointed star.
In the frame there is an Arabic script, and this also holds a secret…
Walking is more and more a trip to Wonderland. In the room of the Nineties, finished by the heir, there is a rosette with the portrait of Caesar lightened up from the sun during the day.
The medicines storage is a pentagonal-shaped room, a symbol of defense and protection (i.e. think about the Pentagon as the seat of the US Defense Ministry)

Rocchetta Mattei
Cortile dei Leoni, il colonnato – Lions Courtyard, the coloumnade

The Medical Studio, where Cesare Mattei received the patients, has the ceiling made up of small paperback upside down pyramids… why? It is said to be linked to Egypt and to the mystery of the pyramids as energy attractors, but also to the Palace of Diamonds in Ferrara, whose outer surface is dotted with stone diamonds. The legend says that the Duke of Ferrara hid a diamond in one of the small pyramids and then cut hands and tongues to the mason in chief for he would not steal it of reveal the hiding place …
And in the same moment, we realize that Mattei’s enigma is always unresolved: where did he conceal the secret of his preparations?
Fortunately, Claudio and his crew was not allowed to unwrap this room in search of formulas, so the romantic question resists, and we are here, sighing and contemplating the Rocchetta in all its beauty and in all its mystery.

Rocchetta Mattei
Croci e pellicani, in tutto undici elementi – Crosses and Pelicans, eleven elements

Per informazioni e prenotazioni visite: http://www.rocchettamattei-riola.it/
Museo Cesare Mattei: http://www.cesaremattei.com/index.html
Volume “Guida romantica alla Rocchetta Mattei” di Claudio Carelli in vendita qui
Festival Lagolandia: http://www.lagolandia.it/2017/
Articolture, organizzazione percorsi di Lagolandia: http://www.articolture.it/

Infos and visits: http://www.rocchettamattei-riola.it/
Cesare Mattei museum: http://www.cesaremattei.com/index.html
Book “Guida romantica alla Rocchetta Mattei” (italian) written by Claudio Carelli sold here
Lagolandia – Lake Festival: http://www.lagolandia.it/2017/
Articolture, Lagolandia paths organization: http://www.articolture.it/

Rocchetta Mattei
Relax e lettura del libro di Claudio al lago – Relaxing while reading Claudio’s book by the lake

3 Replies to “La Rocchetta Mattei, magia e simbolismo sull’Appennino – Magic and symbolism between Tuscany and Emilia”

  1. […] venne fatto costruire nientemeno che da Matilde di Canossa, nostra “vecchia” conoscenza (vedi post sulla Rocchetta Mattei) almeno trecento anni prima, per permettere ai pellegrini di raggiungere Lucca e collegarsi così […]

  2. […] 5 secoli si trova una delle risposte plausibili. Prima di tutto mi preme dire che verso il 1100 la nostra vecchia conoscenza Contessa Matilde di Canossa mise il suo regale zampino per intrecciare la storia di Livorno a quella di Pisa, donando il vecchio […]

  3. Good post! Thanks

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