Venezia, Casanova e il Palazzo Ducale 03 – Venice’s court secrets 03

Casanova e la fuga geniale dai Piombi

Non starò qui a dire chi era Casanova, ma se non lo conoscete vale la pena almeno dare un’occhiata alla sua biografia su Wikipedia. Scrittore, musicista, studioso e seduttore, nasce sotto il segno dell’Ariete a Venezia. Dopo aver vissuto pericolosamente, venne arrestato a fine luglio del 1755 con capi d’imputazione vari e confusi: libertinaggio, spregio della religione… si dice però che abbia “pestato i piedi” a qualcuno di troppo, e troppo potente. E quindi venne trasferito ai Piombi, le celle del sottotetto nelle vecchie prigioni del Palazzo Ducale.

Se leggete anche il Post1, vedete che il MUVE organizza percorsi per conoscere la storia e le vicissitudini di persone legate al Palazzo, e decisamente il nostro Giacomino era uno di quelli.
Con la nostra Signora Guida dal Cappellino Rosa con Fiocco siamo arrivati dai Pozzi al piano terra fino ai Piombi, e abbiamo messo piede proprio nella cella del Casanova! O meglio, nella prima delle celle. Perché il Giacomino, uomo di squisito intelletto, comincia subito a pensare che da lì vuole assolutamente uscire. Prima però si fa prendere, giustamente, da un po’ di umor nero, visto che non riesce nemmeno a stare in piedi nella sua cella, lui che è un omone di quasi due metri. Si lamenta, si intristisce, tanto che mossi a compassione gli concedono di fare un giro giornaliero sul tetto, per sgranchirsi bene.
E qui il Casanova vede qualcosa che gli fa palpitare il cuore. No, non un paio di belle tette, ma un pezzo di ferro e uno di marmo. Il nostro fa 2+2 e via via, durante le sue passeggiate comincia a limare il ferro con il marmo, dandogli la forma di un punteruolo con il quale scaverà un tunnel per la sua fuga. Impedisce anche al guardiano di pulire la cella perché non si accorga del suo lavoro clandestino, e ogni mattina ripone il punteruolo dentro l’imbottitura della poltrona che si era fatto portare in calla, che serve anche a coprire l’entrata della galleria.

Casanova and the brilliant escape from the Leads
I am not here to say who was Casanova, but if you do not know it is worth at least a look at his biography on Wikipedia. Writer, musician, scholar and seducer, he was born under the sign of Aries in Venice. After living dangerously, he was arrested in late July of 1755 with indictments various and confused: debauchery, contempt of religion … is however said to have “stepped on the foot” to someone too powerful. So he was transferred to the Piombi (Leads),  the cells in the the attic of the old prisons of the Palazzo Ducale.
If you have read even the POST1, you see that the MUVE organizes itineraries to learn the history and vicissitudes of people linked to the palace, and definitely our Giacomino was one of those.
With our Lady Guide from the Rose Hat with a Bow we got from the Pozzi on the ground floor up to the Piombi, and we walked right in the Casanova cell! Or rather, in the first of the cells. Because Giacomino, exquisite man of fine intellect, immediately wants to get out from there. But before that, let’s allow him to be, rightly, a bit of bad mood, since he can not even stand up in his cell, for he is a big man almost two meters tall. He complains, gets sad, ad moves the guards with compassion so that he’s granted a daily ride on the roof, to stretch well.
And here Casanova sees something that makes his heart palpitate. No, not a pair of tits, but a piece of iron and a marble. Our hero already sees the connection between the two materials and gradually, during his walks begins to polish the iron with the marble, giving it the shape of a punch with which will excavate a tunnel for his escape. It also prevents the attendant to clean the cell, so he won’t be aware of its clandestine work, and every morning puts the punch in the padding of the chair that he had been bringing in the cell, which also serves to cover the entrance of the gallery.

 

 

Casanova imprisoned
L’arresto di Giacomo Casanova nel 1755 – The imprisonment of Casanova on July, 1755

Tutto sembrava andare per il meglio quando, LA SERA PRIMA della fuga, viene chiamato per un trasferimento di cella. Mamma mia! Chiunque sarebbe morto dal dolore, ma Giacomo si intestardisce, elabora un nuovo piano e trova perfino un compagno di fuga: il frate Marino Balbi, prigioniero nella cella adiacente. Nel frattempo però il guardiano, tale Lorenzo, pure un po’ tonto, si rende conto di cosa stava facendo Giacomo nella prima cella, tanto che si inventa una minaccia di denuncia per estorcere qualche soldo. Giacomo lo ripaga con la stessa moneta, minacciandolo di rivelare ai magistrati che è stato lui a fornirgli gli strumenti per la fuga, se non avesse chiuso un occhio. Anzi, Giacomo coinvolge Lorenzo per far arrivare il punteruolo al frate, involtandolo dentro una Bibbia nascosta in un vassoio pieno di gnocchi al burro e formaggio filante.
Il frate riesce a scavare un buco per raggiungere il soffitto, e da lì i fuggiaschi sbucano sul tetto, vestiti di tutto punto, tanto che ridiscesi all’interno del Palazzo fanno segni a un passante che li scambia per visitatori rimasti chiusi dentro dopo una festa, attira l’attenzione di una guardia che LI FA USCIRE! Incredibile storia da brividi! I due scappano allegramente su una gondola prendendo il largo.
Un pensiero mi si affaccia: ma non è che Dumas ha preso da questa storia un PICCOLO spunto per un certo libro? …il nobile incarcerato… la fuga dal tunnel… il religioso compagno di prigionia… No eh? Comunque sia, un applauso a entrambi.

Everything seemed to be going well when the EVENING BEFORE the escape, Casanova is called for a cell transfer. Oh my God! Anyone would die from the pain, but Giacomo is stubborn, draw up a new plan and find even a breakaway companion: the monk Marino Balbi, imprisoned in the adjacent cell. In the meantime, however, the guardian, some Lorenzo, a bit stupid, realizes what was going on in the first cell, so he threatened Giacomo of denunciation to extort some money. Casanova pays him back with the same coin, and threatened to reveal to the judges that it was Lorenzo itself to provide the tools for escape, if he had not turned a blind eye. Indeed, Giacomo involves Lorenzo view to bring the punch to the friar, wrapping it inside a Bible hidden in a tray of dumplings with butter and melted cheese.
The friar manages to dig a hole to reach the ceiling, and from there the fugitives emerge on the roof, fully dressed, went down inside the Palace and made signs to a passerby who mistakes them for visitors locked in after a party, attracts the attention of a guard who MAKES THEM GET OUT! Incredible, incrediblestory! The two happily took off on a gondola.
A thought lurks on the back of my head: is not that Dumas took a SMALL cue for a certain book? … The noble jailed … the escape from the tunnel … the religious fellow prisoner … No eh? However, a round of applause to both.

One Reply to “Venezia, Casanova e il Palazzo Ducale 03 – Venice’s court secrets 03”

  1. Great post.Much thanks again. Will read on…

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