Venezia, Casanova e il Palazzo Ducale 01 – Venice’s court secrets 01

The Venetian Seagull in front of Palazzo Ducale

Cosa c’è di più romantico di Venezia? Oh, Venezia… questo è il primo di tanti post che ti dedicherò, perché sei una città incredibile, misteriosa e conturbante. Sì, lo sei.
Cominciamo dal Palazzo Ducale, il “Quartier generale” del potere della Serenissima, sede delle vecchie Prigioni, dove fu rinchiuso (ed evase) il bel figliolo e tombeur de femme Giacomo Casanova…

Il mio OMONE Andy ha prenotato il giro “I segreti di Palazzo Ducale” su internet e all’entrata abbiamo passato la fila come due Pro… Salvo il fatto che avrei dovuto appicicicarmi sul giubbotto l’adesivo di appartenenza al gruppo, l’ho fatto troppo presto, siamo usciti per attendere l’ora d’entrata e chiaramente l’ho perso. Allora BORDA e rientra, ma la fila è stata minima, giuro. Abbiamo aspettato la guida (molto professoressa di storia alle superiori, con tanto di cappellino rosa col fiocco) ma per me è stata piacevole. Ha spiegato non solo le avventure del  Casanova ma anche la struttura del Governo, date e aneddoti su Palazzo Ducale, piccole storie veneziane a riguardo del complesso, quindi non ho niente di cui lamentarmi.
Il giro inizia alle 11,10 e si protrae per oltre un’ora, quasi un’ora e mezza (avevamo due amici che ci aspettavano fuori da mezzogiorno e siamo usciti mezz’ora dopo… siamo arrivati a un passo dal loro assideramento, hanno promesso di non denunciarci ma sono sempre in tempo)

What could be more romantic than Venice? Oh, Venice … this is the first of many posts that I will dedicate to you, because you’re an incredible city, mysterious and disturbing. Yes you are.
Let’s start from the Palazzo Ducale, the “Headquarters” of the power of Serenissima, the seat of the old Prison, where the handsome boy and tombeur de femme Giacomo Casanova was imprisoned (and evaded) 

My big man Andy has booked the tour “The Doge’s Palace secrets” on the internet and at the entrance we skipped the line as two Pros… Except that I should stick the group sticker on my coat, I did it too early, we went out to wait for the time of entry and of course I lost it. SH*T got to go back again, but the line was minimal, I swear. We waited for the guide (much history teacher in high school, equipped with a pink hat with a bow). She was more than fair though, she explained not only the adventures of Casanova but also the structure of the Government, dates and anecdotes of Palazzo Ducale, the little Venetian stories about the complex, so I have nothing to complain about.
The tour started at 11.10 and lasts for over an hour, nearly an hour and a half (we had two friends who were waiting for us outside the south, and we came out half an hour later and found them almost frozen, they have promised not to sue us but thay are still on time)

Palazzo Ducale
L’interno di Palazzo Ducale con la Basilica di San Marco e la residenza del Doge – Palazzo Ducale from the inside with the Doge’s apartments and the Church of San Marco

La signora ci fa un piccolo preambolo sul Palazzo, di come sia stata costruita prima la parte che guarda verso la Laguna e solo molto dopo tutto il resto, di come sia andato a fuoco a metà del XV secolo, dell’adiacente abitazione del Doge e della scala antistante costruita molto dopo il Palazzo stesso, con le due statue che rappresentano le conquiste in Terra e in Mare.

Entriamo tramite una porticina nelle vecchie Prigioni, che occupavano in verticale una bella parte del Palazzo Ducale prima del loro trasferimento nell’edificio nuovo al di là del piccolo canale, collegate attraverso il famoso Ponte dei Sospiri – e chi ci passava sospirava sì ma di pena, perché che lo percorresse in un senso, inaugurando la nuova vita nelle patrie galere, o nell’altro, andando incontro al proprio destino in compagnia del Boia, non era nemmeno lontanamente dell’umore per sospirar d’amor. Questo è ancora oggi uno dei malintesi più grossolani di cui Venezia è vittima. Le Vecchie Prigioni si snodavano dal piano interrato (i cosiddetti Pozzi) al sottotetto (i Piombi, chiamati così dal materiale con cui il sottotetto era rivestito).  Proprio nei Piombi fu custodito e tenuto prigioniero il nostro amico Giacomo Casanova, ma di lui parleremo poi.
Partiamo per la nostra lugubre escursione dai Pozzi, che qualche volta si allagavano a causa dell’acqua alta, anche se allora il fenomeno era molto meno frequente rispetto a oggi. Le celle erano di pietra grezza, a volte con un lucernario o una finestra da cui entrava la luce, ma non sempre: alcuni dei più sfortunati scontavano la loro pena al buio, le mura fredde della cella rischiarate solo da una candela. Nelle celle c’era solo un arredamento minimo, un tavolaccio da coprire di paglia per coricarsi, una coperta e poco più. Qualche cella era rivestita di legno, ma gli occupanti anche se erano un po’ più protetti dal freddo, non lo erano altrettanto dagli insetti che tra le tavole si annidavano, come le pulci o altre simpatiche creature.
Tanto per ricordare ai carcerati la loro situazione, all’ingresso di ogni cella era scolpito il numero romano che la identificava, ma al contrario, per mettere il dito nella piaga e far presente che quella era la loro vita infernale, rovesciata, capovolta.

Ms. Guide makes us a little preamble on the Palace, as it was built before the part that looks towards the lagoon, how it caught fire in the middle of the fifteenth century, the building of the residence of the Doge, the staircase in front of it with the two statues representing the achievements of Venetian Republic in Earth and Sea.
We entered through a small door in the old Prisons, who held vertically a good part of the Palazzo Ducale  Palace before being moved in the new building across the small canal (connected through the famous Bridge of Sighs, and those who passed sighed, yes but from pain, because whether a prisoner would cross it in a sense, ushering in the new life in the nation’s prisons, or in the other, going to meet his fate in Executioner’s company, it was not even remotely in the mood to sigh with love. This is still one the most glaring errors of which Venice is the victim.
The Old Prisons snaked from the basement (so-called Wells) to the attic (the Leads, named from the material with which the roof was covered.) Just the Leads was guarded and kept prisoner our friend Giacomo Casanova, but he’ll talk about him further.

We leave for our dismal walking by the Wells, that sometimes are flooded because of  high tide, even if then, the process was much less frequent than today. The cells were made of rough stone, sometimes with a skylight or window from which came the light, but not always: some of the most unfortunate would have to pass their days in the dark, cold walls of the cell lit only by a candle. There was only a minimal furnishings, a rough plank to be covered with straw for bedtime, a blanket and a little little more. Some cells were covered with wood, but the occupants, even though they were a bit more protected from the cold,  were not protected by the insects that lurked between the boards, such as fleas or other funny creatures.
Just to remind the prisoners of their situation, the entrance of each cell was carved with Roman numeral to identifying it, but those numerals were carved upside down, to put the finger on the problem and point out that this was their inverted, upside down, new hellish life.

 

Numeri romani incisi - Carved Roman numbers
I numeri romani incisi al contrario all’ingresso delle celle per ricordare la vita infernale dei carcerati – The Roman numerals carved upside down at the cells’ entrance to remind the prisoners about their new hellish life…

 

Nella parte del palazzo che ospitava le vecchie prigioni non c’erano solo i carcerati ma anche tutto il settore del potere che si occupava di leggi e pene: l’Avogaria (Avvocatura) la sala degli Inquisitori, il salone dove venivano redatti e copiati gli atti, tutti quelli relativi a confessioni, accuse, processi, annessi e connessi. C’erano perciò, al piano ammezzato, diversi piccoli uffici, arredati in modo molto scarno e scevro, dove lavoravano gli addetti. E vi lavoravano solo di giorno, perché le stanze erano completamente rivestite di legno ed era vietato accendere lumi o fuochi per ovvie ragioni… così i lavoratori prestavano la loro opera alla luce del giorno, così stavano caldi senza accendere stufe o scaldini, e ci vedevano senza accendere lumi. Dopo la fine del turno si abbassavano certe botole per separare completamente l’area amministrativa da quella della galera. Una particolarità delle porte di sale e uffici era quella di essere… storte! Le porte erano disegnate seguendo la curvatura dei pavimenti, e a Venezia i pavimenti erano tutti curvi, per cui gli Arsenalotti (ingegneri e lavoranti dell’Arsenale, il laboratorio di costruzione delle navi veneziane) avevano inventato un sistema di cerniere che mantenesse le porte pari al pavimento una volta chiuse, e più o meno angolate quando aperte.

In the part of the building that housed the old prisons were not only the prisoners but also the entire industry of power that dealt with laws and penalties: the Avogaria (Advocacy) the Inquisitors room, the living room where they were drawn up and copied the acts, all those relating to confessions, accusations, processes, appurtenances. There were, therefore, on the mezzanine floor, several small offices, furnished in a very lackluster and devoid where the employees worked. They worked there only during the day, because the rooms were completely paneled and was forbidden to light fires or lights for obvious reasons… the workers lent their work in daylight, so they could stay warm without turning on stoves or warmers, and they were able to see without turning on candles or oil lamps. After the end of the turn, hatches were lowered to completely separate the administrative area from the jail. A special feature of the doors of rooms and offices was to be … crooked! The doors were designed along the curvature of the floors, and in Venice the floors were all curved, so the Arsenalotti (the engineers who worked in the Arsenale, the enormous ship-making lab) had invented a hinge system that maintained the doors equal to the floor once closed, and more or less angled when open.

 

Porta storta - Crooked door
Le porte storte del Palazzo Ducale – The crooked doors of Palazzo Ducale

(Continua nel post 2 – To be continued in post 2)

One Reply to “Venezia, Casanova e il Palazzo Ducale 01 – Venice’s court secrets 01”

  1. Really enjoyed this blog article.Really thank you! Cool.

Leave a Reply